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Sarebbe riduttivo pensare che il libro di storia sia solamente quello scolastico o un tomo enorme adatto e comprensibile solo a coloro che hanno dedicato la vita a studiare la materia. Il libro di storia è anche e soprattutto una grande forza nella divulgazione della cultura.
Il libro di storia è infatti generalmente scritto da qualcuno che ha ben chiaro il periodo, il contesto, le esperienze e gli avvenimenti di cui parla per essersi documentato, aver lavorato o averli vissuti in prima persona e per questo in genere riesce con altrettanta chiarezza a esporli. Lo stile non è quasi mai barboso o cattedratico bensì lucido, adatto ad un’opera che ci parla di un nostro passato che non vogliamo dimenticare.
L’importanza del libro di storia è chiara: ciò che è successo, chissà forse ancora prima che nascessimo ha inevitabilmente ripercussioni sul presente. Noi oggi ci confrontiamo quotidianamente con lo stile di vita e l’economia statunitense perché nel 1492 un genovese che molti ritenevano pazzo volle andare al di là del mondo come era concepito in quel periodo storico ponendo così contemporaneamente fine a un’era, il Medioevo e a un modello economico-culturale, quello europeo, che grazie alle ingenti importazioni di metalli preziosi cambiò drasticamente.
La storia parla del passato ma anche di come siamo diventati ciò che siamo oggi e di come non ripetere più gli stessi errori.